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Cesare Marcotto e la tenerezza dell’acqua

By 6 Maggio 2021 Maggio 19th, 2021 No Comments
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Intervista a Cesare Marcotto

dal libro La tenerezza dell’acqua – Die Zartheit des Wassers dal libro di bordo del pittore

Ogni artista ha una sua storia, come ognuno di noi. Cesare Marcotto attinge la sua dall’acqua, elemento fondamentale per la vita, e crea emozioni che ritroviamo nelle sue opere.

Quanto è importante l’acqua nella tua esperienza creativa?

Penso che l’acqua abbia influenzato tutto il mio lavoro perché da sempre è al centro delle mie osservazioni.

La pittura sembra essere per te come una giornata di pioggia, dove le gocce riempiono fiumi torrenti e mari…

Esatto. Mi ritrovo a osservare con dedizione le gocce di pioggia che colano tremolanti lungo i vetri bagnati o il tuffo infinito di una cascata. L’acqua, con il suo essere contenibile ma non controllabile, mi emoziona. Può stare chiusa in un contenitore ma se liberata scivola verso il basso, poi evapora e va verso l’alto. Quando piove torna verso il basso, si trasforma continuamente e ha il potere di trasformarci.

Come la tua pittura?

Lo spero. I colori lanciati sulla tela rifrangono i gesti che li hanno generati e scorrono nel dipinto, come un fiume nel suo letto naturale.

Torniamo al mare…

Anche il mare per me è un mondo ricco di emozioni in cui possiamo lasciarci andare, anche solo con lo sguardo o con le braccia, abbandonati a questo fluido trasparente in lenta oscillazione, respirando al ritmo delle onde.

C’è un ricordo della tua fanciullezza nelle tue opere. Possiamo dire che è il fanciullo presente in ogni uno di noi?

Sì, in fondo è il gioco che facevo da bambino e che molti di noi hanno fatto: trovare una pozzanghera, guardare a terra e vedere il cielo, il sole, gli uccelli, un amico… lanciare un sasso nell’acqua e vedere i riflessi di terra e cielo mescolati in un concerto di colori che ogni volta mi lasciavano incantato.

Forse si potrebbe interpretare la tua opera pittorica come una composizione di colori in risonanza con la natura?

Un’immagine molto bella, grazie. È affascinante pensare al lanciare e rilanciare “bianchi” di diversa pastosità e tonalità in questo modo. Ogni volta provo e riprovo fino a scovare quella che può consentire lo sviluppo compositivo.

Torniamo all’acqua e al colore.

A volte riflettendo su un lavoro si vorrebbe poter modificare un tono di colore ormai asciutto, ma si può solo guardare avanti alla ricerca di un nuovo colore per ricreare quell’armonia. Per sovrapporre un colore su un altro è necessario accettare ciò che è stato, è un momento indispensabile per affrontare il passo successivo.

 

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Nuvole di Cesare Marcotto

Guarda le opere di Cesare Marcotto

 

Idee sulla tua pittura in evoluzione?

Ogni racconto per essere vitale necessita anche di aspetti nascosti che dobbiamo percepire e conoscere per poi cercare di portare a coscienza tutto ciò che la nostra mente può sostenere.

Il tempo è importante per il tuo lavoro?

Non molto. Non ho fretta, anzi, lascio che la mente si perda e che i sentimenti vaghino e possano ritrovare le correnti di energia che sembravano perdute. Credo che la realtà sia fatta di forme e di vuoti da esplorare e apprezzare questi vuoti, offre l’opportunità di sviluppare una visione della realtà più completa, dove il nulla appare come l’elemento più grande che ci è dato sperimentare.

Occuparsi di arte per te è anche un veicolo informativo, un modo di partecipare alla vita sociale?

Le informazioni possono venire ordinate, misurate e catalogate, ma le emozioni sembrano farfalle, la cui vita può durare un attimo, possono vivere ma continuano a morire e sono percepibili solo se si accetta di correre il rischio di venire “toccati”. Non accettare questa precarietà ci pone in una situazione di “stallo” nell’attesa e forse nella speranza che si ripresenti un’altra occasione.

Che cosa resta allora dell’arte?

Restano le emozioni, le incertezze, i dubbi, tristezze, passioni… e soprattutto la grandiosità dell’immaginario. Una riserva naturale di emozioni non percepibili nel quotidiano.

Grazie.

Intervista di Donatella Bertelli

Il video che segue è in tedesco, ma l’abbiamo voluto pubblicare ugualmente per concludere il racconto che l’artista ha con l’acqua e con le sue opere.

 

 

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