Storia dell'arte

Il colore nell’arte – Prima parte

By 12 Marzo 2021 Marzo 18th, 2021 No Comments
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Storia dell’Arte è un appuntamento mensile tematico di approfondimento curato da Donatella Bertelli, ideatrice di Rada d’Art, architetto ed ex insegnante di storia dell’arte.

Come insegnante d’arte, quando parlavo di Giotto, mi soffermavo naturalmente sul colore, sottolineando l’uso straordinario e innovativo che ne fa questo grande artista, quando arriva a dipingere la Cappella degli Scrovegni, vero apice del suo lavoro. La sua modalità sembra precedere e anticipare quasi alcune correnti contemporanee: avviene in particolare nella figura delle due donne viste di spalle, nella scena del Compianto sul Cristo morto: qui Giotto affida a due soli colori il racconto, con un abito color sabbia e l’altro di colore verde, due macchie intense come due enormi massi piegati verso la figura del Cristo deposto, con un trattamento tono su tono delle tonalità.

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Compianto sul Cristo morto, Giotto – Padova, Cappella degli Scrovegni

Nella scena famosa di San Francesco che predica agli uccelli, l’azzurro del cielo è di una tale intensità da sembrare prezioso come il lapislazzuli, intensissimo, con un tono che arriva quasi al blu: come diceva Kandinskyse si dice blu si dice cielo”.

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Predica agli uccelli, Giotto – Assisi, Basilica superiore

Si tratta anche di immagini fortemente simboliche, legate alla cultura metaforica del Medioevo: le figure terrose rappresentano il dolore umano, mentre il cielo libero simboleggia la rinascita e l’eterno ritorno alla natura e del creato per mano di Dio.

Nei secoli, attraverso i vari periodi della Storia dell’arte, ci troviamo a constatare e a riflettere su come il colore sia l’elemento fondamentale da cui partono tutte le sensazioni e le emozioni che concorrono a creare un lavoro artistico. Appartengono cioè alla sfera del soggetto guardante e riguardano il concetto di armonia. Darwin li definiva “ocula spectra”Boyle “colores adventici” e Newton poi li riassume in tre colori fondamentali, rosso, blu e giallo. I colori sono quasi elementi fisiologici, perché sembrano far parte dell’occhio e sono quindi un corredo percettivo innato nell’individuo, nel suo rapporto tra interno cerebrale e realtà.

Questo scambio si fonda sulla luce, che definisce e persino crea i colori che infatti sembrano aumentare d’intensità con l’aumentare della luce. Gli Impressionisti furono tra i primi a sviluppare in senso moderno questo concetto, privilegiando la pittura all’aria aperta e ripetendo le visioni di uno stesso soggetto pittorico, in differenti momenti e ore della giornata, proprio per coglierne le variazioni.

La luce è l’elemento fondamentale per i pittori dell’Ottocento, per Gauguin la luce delle isole esotiche è una ossessione creativa nella quale i colori diventano sempre più intensi e puri.

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Il Cristo Giallo, Gauguin – Albright-Knox Art Gallery

Per gli Impressionisti la neve non ha un colore proprio, ma il colore del cielo, e anche a Venezia, città sull’acqua, la luce atmosferica è nell’acqua, che si dipana dal prisma ottico della superficie liquida e si riflette in vari colori e vibrazioni sulle facciate degli edifici, diventando il riflesso in pietra del momento atmosferico.

In copertina: Ruota cromatica, Goethe

Donatella Bertelli